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Finalmente a casa, di ritorno dalla stazione ove ho appena accompagnato mia moglie Claudia e mia figlia Alba per raggiungere i nonni materni al mare.

L’anno scorso avevano alloggiato in un albergo, un giorno li raggiunsi per fargli una sorpresa e Alba era effettivamente con i nonni ma una volta salito in camera vidi che mia moglie non era sola ma in bella compagnia un turista che se la stava ripassando per bene. Naturalmente litigammo e la colpa era mia perchè non ero mai presente, e pensavo sempre al lavoro, peccato che con il mio lavoro loro potevano andare in vacanza.

Poi c’era sempre nostra figlia e il nostro amore forte nei suoi confronti ci portò a fare, in un certo senso, pace. Claudia si mise a piangere dispiaciuta giurando che era stato solo un momento di debolezza, io provai a crederle ma sotto sotto qualcosa si era spezzato.

Finimmo di passare la vacanza tutti insieme senza più parlare dell’accaduto, abbiamo anche scopato qualche volta. Claudia, forse per farsi perdonare, era più disponibile del solito e si lasciava andare a certe malizie che a casa non aveva mai fatto.

Ormai ero entrato nel club dei cornuti e la cosa mi dava fastidio ecco perchè quest’anno hanno alloggiato a casa dei suoi e io sono rimasto in città sempre a lavorare ma con la voglia di rifarmi, di riprendermi una vendetta.

A detta di tutti non sono un brutto ragazzo, anche mia moglie me lo dice sempre e comunque lo vedo negli sguardi delle altre persone sia durante le nostre passeggiate in città o le nostre serata al ristorante, sia ragazzi che ragazze si voltano per guardami qualche istante. Ho notato che le parti del mio corpo che vengono più osservate sono il viso, le gambe muscolose e il sedere sodo che nei jeans fà la sua bella figura.

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Il giorno lavoravo come sempre, poi la sera mi concedevo una tranquilla cena nella casa rimasta vuota e silenziosa, una chiamata dovuta alla bambina per sentirla e darle la buona notte e poi uscivo per divertirmi.

Prima un giro per i locali più affollati per iniziare a bere qualche drink e scaldarmi un pò guardando tutte quelle belle giovani ragazze con le gambe nude e una minigonna che più corta non sarebbe potuta essere, poi mi spostai nelle strade della prostituzione. Qui una serie di donne cercavano di adescarmi con tutti i mezzi, ma vidi che erano le vecchie battone e che dovevo proseguire, girai per un viale e mi resi conto che questo era frequentato da ragazzette giovanissime dell’est, belle da sogno, il prezzo neanche terrificante per loro bellezza, ma fredde e con il senso della fretta.

Non potevo certo trovare con loro un pò di conforto e quella comprensione che mi è necessaria per godere veramente quindi continuai a girare in un lungo intreccio di strade e vicoli, volevo cercare la ragazza perfetta per le mi esigenze.

Ad un tratto vidi una ragazzona stupenda, alta più di me, semi svestita evidentemente per il caldo, con due gambe bellissime, un culo da brasiliana ed un viso da dea dell’amore, che stava passeggiando lungo una stradina e si dirigeva con calma verso la zona dei ristoranti. Io mi feci coraggio, mi affiancai e le proposi un passaggio, l’avrei accompagnata volentieri dove avesse voluto e veramente mi sarei accontentato anche solo di un suo sorriso, la ragazzona mi guardò, mi valutò, mi sorrise, poi mi disse che in effetti voleva andare a cena, che la sua macchina era guasta e che una passeggiata con quel caldo non era il meglio.

Le aprii lo sportello e salì a bordo con un grande sorriso che mi mandò fuori di testa, mi dette un casto bacino sulla guancia e solo poi notai il suo eccezionale seno e le sue lunghe e stupende gambe. Cominciammo a chiacchierare, lei era simpaticissima e cortese ed io le raccontai tutto di me, di mia moglie, dei nostri problemi e delle mie insicurezze, tanto non la avrei mai più incontrata.

Scegliemmo, su suo consiglio, un ristorantino caratteristico con i tavolini all’aperto, cercavo di essere brillante e lei sembrava gradire, mangiammo del pesce e bevemmo del buon vino bianco fresco e frizzante, l’ideale per una serata tanto calda. Trascorremmo diverso tempo a chiacchierare del più e del meno e ad ascoltare la musica di un piano bar di un locale li accanto, una volta che ebbi pagato il conto lei mi si avvicinò per ringraziarmi, mi diede un bacio sulla guancia e mi sussurrò all’orecchio che voleva continuare a passare la serata con me, magari nell’intimità di casa sua.

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Di colpo mi abbracciò facendomi sentire le sue morbide forme contro il mio corpo, decisi di aver trovato la ragazza che tanto avevo cercato quella serata, anche io volevo trascorrere la serata con lei, ero entusiasta di come stava evolvendo la serata e glielo dissi senza alcun timore, gli dissi anche che avrei fatto tutto quello che avesse voluto, era veramente troppo bella.

Risalimmo in macchina, di nuovo le sue stupende gambe squadernate di fonte a me, le sue incredibili tette di cui riuscivo ad intravvedere i capezzoli, poi si girò e mi prese il viso, come avrebbe fatto un uomo con la sua ragazza e mi baciò, prima solo con le labbra poi più decisa poi con tutta la lingua.

Era veramente tutto un pò strano, ero sposato e queste cose non mi accadevano mai, mi tornò poi in mente il fatto di essere un cornuto, di essere stato tradito e questo bastò a non farmi più alcun tipo di problema, a lasciarmi trascinare dalla situazione.

Arrivati a casa sua arrivammo alla porta abbracciati come due fidanzati in uno scambio di complimenti e di piacevoli parole l’uno verso l’altra, senza volerlo ci stavamo già stuzzicando pregustando quello che sapevamo sarebbe successo in casa.

Una volta entrati non ci fù spazio per gli inconvenevoli, lei mi si mise davanti, si aggrappò al mio sedere per stringere il suo bacino verso il mio come a voler sentire se ero in erezione senza però toccarmi con le mani, in realtà il mio cazzo era da un pezzo che avrebbe voluto uscire da quei pantaloni e quando anche lei lo senti iniziò a strofinarsi e a baciarmi ancora più intensamente, era veramente vogliosa e io più di lei.

Improvvisamente mollò la presa dal mio sedere, con una piccola spinta mi allontanò e mi disse di spogliarmi lentamente, voleva ammirare il mio corpo mentre mi denudavo. Mise un pò di musica leggera e poi si sedette così sul divano con le gambe accavallate e inizio a godersi quello che doveva essere uno spettacolo, io ero un pò imbarazzato a fare tutto da solo così lei si tolse la maglietta mostrando l’abbondante seno che stava quasi esplodendo e apri le gambe, sotto la gonna potevo intravedere le sue belle mutandine che a quel punto immaginavo essere già bagnate.

Non potevo tirarmi e al ritmo di quella dolce musica iniziai lentamente a spogliarmi, prima la maglietta, poi i pantaloni ed infine le mutante a liberare il mio cazzo che ormai stava esplodendo. Nel frattempo lei aveva iniziato ad allungarsi una mano sotto le mutandine e la vedevo masturbarsi mentre con la lingua si bagnava le labbra come stesse vedendo un bel bocconcino da assaporare.

A quel punto mi chiese se volessi mettere la testa sotto la gonna per assaporare il suo organo, io mi chinai su di lei, le aprì per bene quelle lunghe gambe muscolose e infilai lei infilai la testa tra le gambe intento a spostargli le mutandine e a leccarla tutta. Nell’euforia del momento non avevo dato grande peso ai dettagli e uno di questi era che le sue mutandine sembravano essere stranamente troppo piene, li per li forse pensavo fosse una a cui piaceva il pelo e una bella figa pelosa avrebbe in qualche modo spiegato il rigonfiamento.

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Con mio autentico stupore invece, appena spostate le mutandine esplose fuori un cazzo enorme, duro, teso, con due palle grosse e gonfie, la sua voce mi impose di succhiarlo ed io mi lasciai travolgere, il suo cazzone mi riempiva la bocca e mi sprofondava fino in gola, non sapevo bene come fare ma pensavo a quando mio moglie me lo succhiava e a cosa mi piaceva che facesse.

Dopo qualche minuto che glielo succhiavo iniziamo a sentire la bellissima trans emettere dei gemiti di piacere e li capii che stavo facendo un buon lavoro, poi si volle sdraiare a 69 sul mio corpo e iniziò anche lei a prendere in bocca il mio cazzo, era veramente brava, sapeva come far piacere con quel lento sù e giù alternato a delle leccate alla cappella. Mentre godevo imparavo e gli facevo lo stesso, non rimpiangevo i bocchini di mia moglie, lei non era così brava.

Mentre le dita della mia bellissima trans mi aprivano il buchetto riempendolo di pomata dilatante io ero totalmente travolto e quando mi ordinò assumere una posizione a pecorina sul tappeto con il culetto il più alto possibile e la testa abbassata, io mi affrettai ad ubbidire.

Sentii la sua presa forte e dominatrice sui miei fianchi e poi una cappella che avevo imparato a conoscere prese a spingere sul mio culetto, che sotto il duplice effetto della pomata dilatante e del mio incontrollabile desiderio, pian piano si insinuò, lei faceva di tutto per non farmi male, però quando mi penetrò tutto mi venne d’istinto emettere un gemito di dolore misto a piacere, un piacere nuovo mai conosciuto.

Con un movimento molto lento si strinse a me e arrivò a infilarmelo tutto dentro, potevo sentire le sue palle attaccate al culo e così allungai le mani sotto di me per potergliele toccare, lei a sua volta allungò le mani sul mio cazzo e iniziò a segarmi con continuità con movimenti lunghi e profondi, il piacere cominciò a salire e presto io fui la sua schiavetta vergine da deflorare.

Mi sborrò un fiume di sperma dentro il culo mentre anch’io ebbi un orgasmo, a questo punto pensavo fosse finita e me ne dispiaceva, invece tutto stava per ricominciare. Il suo cazzo rimase dentro di me duro e possente senza scendere di un niente e lei, dopo avermi fatto mettere di fianco senza estrarlo per niente, ricominciò a pomparmi, usando il suo stesso sperma come il miglior lubrificante, durò non so quanto.

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Le urla di piacere si faceva più intense per entrambi fino a quando giungemmo ad un secondo orgasmo, questa volta lei estrasse il suo cazzo ancora duro e che continuava a schizzare sperma e me lo sbattè in bocca incitandomi a ripulirlo tutto ben bene ed io lo feci, devo dire, riscuotendo il suo incondizionato apprezzamento, lei era una professionista, non era così scontato dargli tanto piacere.

Mentre la serata giungeva al termine e stavo per salutarla entrò una seconda trans con cui condivideva l’appartamento, era molto arrabbiata per la magra serata e per non aver trovato nessuno che oltre a pagarla le svuotasse le palle.

Le due ragazze si diedero un’occhiata e poi mi guardarono con fare voglioso, mi svestirono nuovamente e mi rimisero a pecorina. La nuova arrivata fece uscire un cazzo di dimensioni molto notevoli, anche se inferiori a quella della mia padrona e con grande abilità me lo schiaffò in culo che ormai era ampiamente lubrificato e non più vergine e cominciò ad incularmi da pazza scatenata, la mia padrona ancora eccitata, mi aprì la bocca e cominciò a scoparmi in gola poi si diedero il cambio.

Ad un certo punto ci fù un’esplosione di sperma, una mi riempì nuovamente il culo che ormai non poteva più contenerne altro e iniziò ad uscire, dell’altra avevo il cazzo che mi riempiva la bocca e quando venne non riuscì a tenere tutto lo sperma dentro, un pò lo mandai giù, un pò lo sputai fuori.

Poi entrambe finirono di venirmi in faccia dove mi sbatterono le loro verghe con vigore.

Quando tutto finì con le due trans felici e rilassate , mi misero alla porta e mi dissero che sarebbero state liete di riavermi come giocattolo sessuale, anche se, essendo delle professioniste, dalla prossima volta avrei dovuto pagare, sia pure molto scontato.

Mi ritrovai solo e con calma ritornai a casa anche se il culo un po’ mi doleva e se un filo di sperma continuava a scolarmi fuori lungo le cosce, dopo una veloce doccia sprofondai in un sonno agitato in cui sognavo mia moglie che con un grosso cazzo mi torturava il culetto e mi chiedeva di prenderglielo in bocca. Dormii fino a tarda e il giorno dopo, ormai soddisfatto della mia vendetta decisi di raggiungere mia moglie al mare dai miei suoceri.