a soli 0,79 cent + IVA al minuto

a soli 0,49 cent + IVA al minuto

SITO VIETATO AI MINORI DI 18 ANNI

Erotici Racconti Etero

Racconti Erotici Porn Etero

Erotici Racconti racchiudono moltissime storie etero di amori e intrighi. Se non se un uomo di tante parole e vuoi sentire una vera porca godere e ansimare per telefono mentre ti racconta che cosa ti farebbe… Chiama subito il nostro telefono erotico ad un prezzo mai visto prima:

Moltissimi racconti di donne sexy e arrapate ti aspettano per farti godere al telefono. Mettiti pure comodo e goditi il tuo meritato momento di relax con le nostre storie erotiche!

Erotici Racconti Erotici - Racconti porn

I nostri racconti non contengono materiale superfluo o altre storie inutile che ti farebbero perder tempo… Le storie che trovi sulla nostra linea erotica vanno dritte al punto e ti faranno eccitare come un pazzo!

Chiama subito e inizia a godere!

Racconto Erotico Etero sul Telefono Erotico

Non preoccuparti dell’orario a cui chiamare la nostra linea erotica. Siamo aperti h24, 7 giorni su 7 per permetterti di chiamare a qualunque orario del giorno o della notte.

Seguici la nostra linea erotica anche su Facebook e leggi le nostre recensioni su TrustPilot

Telefono Erotico Basso Costo - Numero Erotico

La linea erotica è attiva
24 Ore su 24
7 Giorni su 7

Categorie del telefono erotico

Racconti Erotici Porn Etero: una vacanza di due sorelle con la voglia di divertirsi

Telefono Erotico Basso Costo - Numero Erotico

La linea erotica è attiva
24 Ore su 24
7 Giorni su 7

899 Erotico Linea Erotica 899 - 899 Telefono Erotico - Numero Erotico

Quell’estate i nostri genitori andarono in vacanza da soli in Veneto, e io Sandra di 26 anni e mia sorella Martina di 23 decidemmo di passare un weekend al mare in Sicilia, io sono single mentre Martina è fidanzata molto seriamente.

Partimmo durante un caldo e afoso week-end intente a goderci la spiaggia e prendere una bella tintarella dato che erano i nostri primi giorni al mare.

La mattina dopo andammo al mare di buon’ora, era molto caldo e la spiaggia era già molto affollata, ben presto sentimmo gli sguardi dei ragazzi posarci su di noi come se stessero toccando. Non siamo verginelle e non ci davano fastidio, il sole non era l’unica cosa che volevamo prendere in questa vacanza.

Dopo qualche minuto di passeggiata incrociammo due ragazzi, Matteo e Manuel, che ci fermarono e si presentarono, erano più giovani di noi, molto gentili ed educati e ci fece piacere scambiare qualche chiacchiera, poi ci spostammo in un chiosco li sulla spiaggia dove ci offrirono un drink rinfrescante e continuammo la conversazione diventata più amichevole.

Finimmo poi a prendere il sole insieme.

A un certo punto Matteo mi chiese di fare una passeggiata; io mi dissi che in fondo la vacanza sarebbe durata poco e se, come credevo, avessi deciso di rifiutare le sue avance, non avrei dovuto scappare da lui a lungo. Così andai, non prima di cogliere uno sguardo malizioso di Martina.

Matteo non sembrava il tipo da provarci subito e avemmo modo di parlare parecchio, non era una persona disprezzabile anzi, ma c’era sempre questo nodo dell’età che non mi convinceva affatto.
Ad ogni modo la passeggiata fù piacevole a tal punto che nemmeno mi accorsi che camminammo per quasi un’ora, poi chiesi di tornare indietro pensando che Martina mi stesse aspettando preoccupata per la lunga assenza.

Quando tornammo al punto di partenza gli altri due non c’erano. La roba di Martina non c’era più, sicuramente era tornata allo chalet, mentre c’era ancora quella di Manuel che forse era andato a farsi un giro. Matteo rimase lì ad aspettarlo, io lo salutai e tornai allo chalet per raggiungere mia sorella.

Racconti Erotici Trans - Numero Erotico Racconti trans Erotici

Arrivata allo chalet passai davanti alla finestra e con la coda dell’occhio vidi, da dietro le tende, delle ombre muoversi, erano Martina e Manuel che si stavano appassionatamente baciando, io mi stavo preoccupando per lei ma a quel punto capii che sapeva il fatto suo, comunque rimasi incuriosita a sbirciare dalla finestra, sò che non avrei dovuto ma la cosa mi stava eccitando ed essendo lei fidanzata volevo vedere come andava a finire, quanto si sarebbe spinta oltre.

Erano sul divano, lei seduta sopra di lui ancora in costume. Mentre si baciavano le mani di lui le scendevano sul corpo, prima sulla schiena, poi sulle bianche cosce fino ad arrivare ad afferrare quel bel sedere nascosto solo da un piccolo perizoma.
Vedevo che mia sorella iniziava a strofinarsi contro di lui, credo sentisse indurirsi il suo cazzo.

I baci di lui iniziarono a scendere lungo il collo di Martina, poi sulle spalle, lei gradiva molto e lasciò slacciarsi e togliere il reggiseno per mostrare gli abbondanti seni che nascondeva. I baci si spostarono così sui capezzoli e nelle morbide tette. Le baciava, le leccava, succhiava lentamente un capezzolo e poi l’altro, aiutandosi poi con le mani, palpando e baciando contemporaneamente. Martina era completamente abbandonata a lui, i suoi occhi erano chiusi, la testa buttata indietro e la sua bocca emetteva gemiti di piacere, lo capivo anche se non potevo sentire.

Vidi poi che Manuel mise due delle sue dita in bocca ad Martina, poi le mani scesero sempre più giù fino ad entrare nel perizoma, dove iniziarono ad entrare ed uscire, la stava masturbando e io mi sentivo già bagnata.

Lui le disse qualcosa nell’orecchio e dopo qualche minuto vidi che le allontanò leggermente il bacino, si tirò giù il costume liberando un bel pene eretto prese la mano di lei e si fece fare un bel sù e giù a liberare la cappella. Martina era eccitata e ad un certo punto la vidi spostare da una parte il perizoma e con un colpo di bacino avvicinarsi a lui, il suo cazzo sparì e lei emise l’ennesimo gemito di piacere, ora ce l’aveva dentro e in quella posizione era lei a spingere sempre più forte per sentirlo tutto ma proprio tutto, gli vedevo a malapena le palle.

Dopo qualche minuto senza uscirgli lo vidi prenderla di forza e a stenderla sul divano dove continuò a possederla con vigore, Martina aprì le gambe ancora di più e strinse il corpo di lui come ad esortarlo ad affondare sempre più dentro, lei stava per venire, le sue urla erano sempre più forti, non avevo mai sentito mia sorella avere un orgasmo. Poi fù lui a venire, il suo corpo fù come scosso dalla corrente elettrica, furono lunghi secondi di piacere in cui gli riempì la figa del suo seme.

Vedere mia sorella scopare con uno sconosciuto era già una cosa inusuale ma vederla farsi venire dentro senza alcuna protezione lo era ancora di più, anche al suo ragazzo chiedeva sempre di indossare il preservativo.

Rimasero poi accoccolati per un pò uno sopra l’altro con i corpi ancora ansimanti, decisi di tornare in spiaggia.

Dopo circa mezz’ora mi raggiunse mi sorella, aveva una faccia soddisfatta, avrei voluto tanto chiederle tutti i dettagli ma volevo vedere se iniziasse lei a dirmi qualcosa sull’accaduto, ma niente. Le chiesi allora dove fosse stata tutto quel tempo e mi disse che anche lei era stata a fare una passeggiata con l’altro ragazzo, avevano camminato tanto e poi si erano fermati a prendere un gelato e un pò di fresco in una zona a riparo dal sole. Capii così che non voleva proprio entrare nel discorso, forse per il fatto che era fidanzata, così mi morsi la lingua e parlammo solo del più del meno.

La sera la trascorremmo in modo tranquillo prima a cena in un locale li vicino, poi a ballare in un locale all’aperto dove ci abbordarono diversi ragazzi ma non andammo oltre al di là di qualche chiacchierata. Ci piace tanto ballare e quella eravamo volevamo essere noi due a goderci la brezza della sera.

Telefono Erotico Basso Costo - Numero Erotico

La mattina dopo mi svegliai prima di Martina e decisi di fare una passeggiata da sola in spiaggia. Camminai per molto tempo fino a giungere in un’area piuttosto distante dalle zone più frequentate. Mi piaceva, così tirai fuori l’asciugamano e mi stesi al sole, che era limpido ma non molto forte.
Mentre ero lì pensavo a cosa stava facendo mia sorella, se si fosse svegliata o meno, se fosse andata semplicemente in spiaggia o magari avesse organizzato un secondo round con Manuel.

Proprio quell’idea inizi a stuzzicarmi, facendomi iniziare a pensare che non sarebbe dispiaciuto nemmeno a me rimediare qualche minuto di intenso piacere sessuale in questa vacanza. Già, proprio non mi sarebbe dispiaciuto.. non che pensavo che sarebbe passato qualcuno che avrebbe preso l’iniziativa, l’angolo era piuttosto appartato, ma dicendo a me stessa “non si sa mai” mi tolsi il reggiseno a triangolo del costume e lo posai di fianco a me, lasciando i seni nudi ed esposti alla vista di chi fosse passato.

Male che fosse andata, avrei avuto una bella abbronzatura al seno, che dimostrava alle mie amiche la mia “trasgressione” delle vacanze. Il perizoma invece, per quanto coprisse poco, non l’avrei mai tolto, mi piaceva essere provocante ma non volgare.
Sentii alcuni passi avvicinarsi e poi allontanarsi, forse 3 o 4 volte in mezzora. Non aprii mai gli occhi per vedere chi era, non mi interessava molto. Ma a un certo punto sentii dei passi che dopo essersi avvicinati venivano palesemente verso di me. E allora decisi di attendere ancora. E ancora.

Quella persona si sedette vicino a me, e io decisi di giocare ancora a mosca cieca. E poi sentii una mano calda accarezzarmi la pelle della pancia… io sorrisi e sussurrai “sei dolce…” ma non aprii gli occhi. Quella mano non ci mise molto a salire su e a palparmi intensamente un seno, massaggiandolo e strizzando il capezzolo lentamente… mi inarcai un po’ di piacere.

Mi disse di tenere gli occhi chiusi, capii dalla voce che era Manuel, la cosa mi stupì molto ma mi disse di avermi intravisto il giorno prima mentre li sbirciavo dalla finestra e mi sussurrò che gli avrebbe fatto piacere se fossi entrata anche io per fare una cosa a tre.

Iniziò a baciarmi il collo e io spostai la testa di lato per lasciami baciare meglio, non ero affatto imbarazzata di essere li con un ragazzo sconosciuto, era carino, sapeva farmi rilassare e sentire a mio agio, credo fosse la stessa cosa che aveva provato mia sorella il giorno prima.

Lesbiche al telefono Erotico - Numero Erotico Telefono Lesbo

Intanto i suoi baci scendevano, sentii i miei capezzoli indurirsi uno alla volta mentre erano dentro la sua bocca, rimase alcuni minuti a leccarmi i seni, volevo fosse lui a darmi il piacere sessuale che stavo cercando, ma non gli dissi nulla, era bravo a farmi eccitare e mi lasciavo trasportare.

Poi sentii due dita appoggiarsi sul mio mento ad aprire un pò la bocca, pensai che volesse baciarmi, ero curiosa di sentire il suo sapore e in un certo senso lo sentii perchè invece della sua lingua sentii entrare qualcosa di grosso e duro che mi riempì la bocca, istintivamente chiusi le labbra.

A quel punto la sua cappella iniziò a battermi sulla lingua, si stava letteralmente scopando la mia bocca senza che io facessi assolutamente nulla, rallentai un pò la presa con le labbra e quando aprii gli occhi lo vidi li sopra di me che mi guardava. Mi piaceva sentire il suo sapore in bocca iniziai così a leccargli la cappella, poi glielo presi in mano e gli feci un bel lavoro di bocca, non volevo essere solo passiva.

Dopo qualche minuto uscì la mia bocca, si sistemò tra le mie gambe, si sfilò completamente i boxer e mi penetrò fino in fondo, senza pensare a chi sarebbe potuto passare. E anch’io come Martina in quel momento emisi un forte gemito di godimento. E iniziò a possedermi. E mentre mi possedeva e io ansimavo da morire mi sussurrò le cose che aveva fatto con mia sorella, non sò perchè ma sentire quelle cose mi fecero eccitare ancora di più.

Il giorno prima solo a guardarli mi ero bagnata tutta e sono andata via vogliosa più che mai, oggi invece me lo volevo godere fino in fondo e l’orgasmo non tardò a arrivare, lui venne dopo poco, dentro di me. In quei 10 minuti incredibilmente non passò nessuno, o forse qualcuno aveva intravisto da lontano e girato.

Appena mi alzai colò fuori un po di sperma dalla vagina e si creò una macchia sullo slip, il suo piacere era stato tanto e li pensai che era meglio che Martina non mi vedesse così eccitata, con le mutandine sporche di sperma e che soprattutto sarebbe stato meglio non parlarne, non avrei voluto che ci rimanesse male.

Per fortuna quella mattina non era venuta a spiaggia e non era nemmeno in camera, si era invece fatto un giro per i negozietti del paesino, questo mi diede il tempo di riprendermi e di potermi cambiare con calma.

Nel pomeriggio rimanemmo al mare a prendere un po’ di sole. Non successe niente di particolarmente rilevante, a parte il fatto che a una certa ora scorgemmo Manuel poco distante, sdraiato su un asciugamano e impegnato a sbaciucchiarsi con una bella mora, più giovane di noi ma sempre ben più grande di lui, forse intorno ai 18 anni. Finchè si alzarono, raccolsero le cose e andarono via insieme. Io e Martina, pur non parlandone, sapevamo bene entrambe cosa sarebbe accaduto…